Crispy macrobiotic bars / Croccante macrobiotico

Crispy macrobiotic bars croccante macrobiotico 1

More than a year has passed since the start of my journey into the macrobiotic lifestyle, a year of sacrifices, new discoveries, a few pounds lost, more awareness about the influence the food we eat has on our body and general health, some major slips and cheating on the diet ranging from a monastic approach to the diet to over indulging with gargantuan meals (and drinks). A strange path mine, very much flawed all in all, in which however I recognize a lot of my black and white attitude towards life. Gray scale has yet to be integrated in it but I have no doubt that sooner or later I will be able to succeed in this aim and find a little more balance. Victories and failures, therefore, with the incredible result of a cyst which reabsorbed by 1.5 cm in three months only thanks to my good will and an almost religious approach to the macrobiotic diet. On the other hand, after all the efforts and the astonishing result, the cysts grew back to be as big as before or even a slight bit more than one year ago after a period of uncontrollable cheating on the diet. The wheel of life, especially for those who find it hard to live in moderation, goes full circle doesn’t it? In late October I was for the fifth time in 5 years in an operating room and underwent surgery on the ovary. Clearly very much angry with myself, after all the efforts and sacrifices O managed to screw it all up. But let’s face it, should I feel guilty for wanting to live without constrictions? Even acknowledging that the macrobiotic diet is so healthy and useful, it too often precluded me to live a normal social life. Could I have done things differently? I don’t think so. It happened and I have to try and learn from this episode. But to retreat into the dogmatic rigidity of those who follow the right path to the extent of living in asceticism no, it is clearly not for me. I have to live with this condition but try and live my life as I feel is right for my own balance and mental health. Should I give up certain foods completely and devote myself to a macrobiotic lifestyle with all my body and soul? Lead a life of renounces and waivers or is it possible for me to find a compromise? There’s no easy solution. What I will be trying to do is to walk down the path of acceptance of my needs outside the macrobiotic dogma (which I will be trying to stick to as much as I can behind closed doors). To conciliate my will to live “normally” and be able to live my social life without feeling guilt stricken at every single forbidden bite or sip won’t be easy. Hopefully I will make it without falling into gargantuan excesses but instead being able to enjoy small pleasures (especially when talking about quantities) of refined, sugary and exotic life pleasures. With alcohol I will definitely keep a low profile, allowing myself the occasional beer just on special occasion. So why not celebrate my good intentions with a sweet macrobiotic recipe by no means inferior to classic desserts or snacks made with refined sugar? Following the advice of Gaia (link a cucina verde) I tried a recipe for a crispy macrobiotic treat to add up to the list of recipes for snacks. I found this recipe on veganblog.it. It is fantastic. Crunchy and sweet, it takes 2-3 bars to appease hunger pangs that I get so often between one meal and the another. I put puffed millet instead of puffed rice for the simple fact that millet is a highly alkalising food and is ideal to be consumed when in convalescence and post-operative recovery (although my convalescence is officially over fatigue is still palpable). Almonds and seeds add flavour and crunch. The very thought of these bars makes my mouth water, too bad I’ve already gone thru all of them! To learn more about the beneficial properties of millet, sultanas, almonds, white sesame seeds, black sesame seeds, sunflower seeds and barley malt I refer you to external cards you can click directly on the name of the ingredients.

Crispy macrobiotic bars

1 cup puffed millet
1/2 cup raisins, soaked
5 tablespoons toasted and chopped almonds
2 tablespoons toasted sesame seeds
2 tablespoons black sesame seeds
2 tablespoons sunflower seeds
5 tablespoons barley malt

Roast in a pan for a few minutes the sunflower and sesame seeds, then set aside.
Melt the malt in a pan and add all the other ingredients a little at a time, adding the sesame seeds last.
Stir with a wooden spoon to allow all ingredients to absorb the malt.
Remove from heat and pour the mixture onto a baking sheet covered with parchment paper or in moulds previously oiled with vegetable oil.
Wet your hands and spread the mixture on the parchment paper (or inside the moulds), levelling up to a thickness of half a cm.
Bake in preheated oven at 180° C for about 15′ or until it is golden.
Let cool, cut into pieces and if the bars don’t seem quite solidified turn them over, if necessary press them together (sometimes they do crumble a bit when they are not yet solidified) and place in the oven to bake at 80° C for about 10”.
Out of the oven let cool completely before wrapping individually in foil.
The crispy bars can be stored for several days in a tin box, protected from sunlight and heat sources.

Crispy macrobiotic bars croccante macrobiotico 2

Croccante macrobiotico

È oramai passato più di un anno dall’inizio della mia avventura macrobiotica, un anno fatto di rinunce, nuove scoperte, chili persi, consapevolezze, scivoloni, dieta al limite del monastico e pantagruelici sgarri. Un percorso storto, strano, fallato nel quale però mi riconosco molto nella mia umanità un po’ estrema nel rimbalzarsi tra il bianco e nero della vita. La scala dei grigi è ancora da integrare ma non ho dubbi che prima o poi nella vita riuscirò anche in questo intento. Vittorie e fallimenti dunque, con l’incredibile risultato di una ciste riassorbitasi di 1,5 cm in tre mesi grazie all’osservanza stretta e religiosa della dieta e dall’altro canto la sberla delle cisti ritornate ad essere grosse come prima, più di prima dopo un periodo di leggerezza e sgarri incontenibili. La ruota della vita, soprattutto per chi difficilmente vive nella moderazione, è fatta anche così. A fine ottobre mi sono ritrovata per la quinta volta in una sala operatoria per un intervento chirurgico all’ovaio, il superstite (o anche oramai ribattezzato “di per sé” dopo un lungo processo di stream of consciousness partito da Beyoncé e di cui ricordo ben poco la genesi). Con la rabbia per gli sgarri, la mia leggerezza…ma diciamocelo chiaro, devo sentirmi in colpa per aver voluto vivere senza il giogo costrittivo di una dieta che riconosco sì salutare e utile ma che troppo spesso mi ha precluso di vivere la mia socialità con rilassatezza e armonia? Non penso. È successo e devo trarre insegnamento da questo episodio. Ma non per chiudermi nella rigidità dogmatica di chi segue la retta via in un percorso che rasenta l’ascesi, no. Devo viverla e vivermi per come sono. Non riesco a rinunciare a certi alimenti in maniera completa e dedicarmi alla macrobiotica aderendovi anima e corpo? Devo farmi del male e violentarmi a suon di rinunce o posso trovare un compromesso? Quello che sto cercando di intraprendere è il secondo percorso, il percorso dell’accettazione dei miei bisogni al di fuori del dogma, alla mia voglia di vivere e condividere una socialità che la macrobiotica rende molto difficile. Spero di farcela senza ricadere negli eccessi pantagruelici e goderecci ma con la misura sufficiente a farmi godere dei piccoli piaceri della vita raffinati, zuccherini ed esotici. Con l’alcool invece vedo di tenere un profilo basso e vedrò di concedermi una birretta giusto in qualche occasione speciale. E allora perché non festeggiare i buoni propositi con un dolce macrobiotico che nulla ha da invidiare ai classici dolci fatti con zucchero raffinato? Sotto consiglio di Gaia (link la cucina verde) ho cercato una ricetta di croccante macrobiotico per i miei irrinunciabili snack, e ho trovato questa ricetta su veganblog.it. È fantastica. Scrocchiarella e dolce il giusto, bastano 2-3 barrettine per placare i morsi della fame che mi colgono tra un pasto e l’altro. Ho messo del miglio soffiato al posto del riso per il semplice fatto che il miglio è un alimento molto alcalinizzante e ideale da consumarsi in questo mio momento di convalescenza e recupero post operatorio (nonostante sia ufficialmente finito la stanchezza è ancora palpabile). Le mandorle e i semi aggiungono sapore e croccantezza al tutto. Peccato che io l’abbia già finito, al solo pensiero mi viene l’acquolina in bocca! Per saperne di più sulle proprietà benefiche di migliouvette, mandorle, semi di sesamo bianco, semi di sesamo nero e malto d’orzo vi rimando alle schede esterne che potete cliccare direttamente sul nome degli ingredienti.

Croccante macrobiotico

1 tazza miglio soffiato
1/2 tazza di uvetta ammollata
5 cucchiai mandorle tostate e tritate
2 cucchiai sesamo tostato
2 cucchiai sesamo nero
2 cucchiai semi di girasole
5 cucchiai di malto d’orzo

Tostate i semi di girasole e di sesamo per pochi minuti in una padella antiaderente e tenete da parte. Fate sciogliere il malto in padella e aggiungete un po’ per volta tutti gli ingredienti mettendo per ultimi i semi di sesamo.
Mescolate con un cucchiaio di legno e fate assorbire il malto.
Togliete dal fuoco e versate il composto su di una teglia ricoperta con carta da forno oppure in delle formine oliate con olio di semi.
Inumiditevi le mani e stendete il composto sulla cartaforno (o dentro a delle formine) livellando fino ad ottenere uno spessore di 1/2 centimetro abbondante.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° C e cuocete per circa 15′ finché non sarà dorato.
Lasciate raffreddare, tagliate a pezzi e se non fossero ancora abbastanza solidificati rigirateli, se necessario compattateli e metteteli ancora in forno a cuocere a 80° C per 10′ circa.
Fuori dal forno fate raffreddare completamente prima di avvolgere singolarmente in carta stagnola.
Il croccante si conserva per diversi giorni in una scatola di latta al riparo dalla luce del sole e dalle fonti di calore.

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