New beginning with a sweet drink: Liquorice Oat Milk / Nuova vita con una dolce bevanda: Latte d’avena alla liquirizia

latte avena liquirizia 1

Finally I land here, my new (second) home. It’s a strange feeling, even though there are no boxes to unpack nor the furniture placement to take care of. I decided to do everything different, from set used for the photos which differs greatly from the black marble slab that has become the trademark of my original blog. New year, new life (yes I did pick a few new year resolutions and so far I’m doing quite good), new blog. So many emotions! It is now more than a month that I have chosen to go the macrobiotic way, not without crises, doubts, headaches (in every sense…after all, a total detox also brings both physical and mental downs) and especially cravings. Cravings of all that is forbidden, especially bread, my beloved bread! Fortunately there are some margins of freedom, albeit occasional and limited, but better than nothing. The use of sugar though, in all its forms, is totally out of question. I can only sharpen my wits and tests out various substitutes, something I have already started doing. And this is how this simple, simple recipe came to life. Simplicity is mandatory for this new adventure, as to say: Let’s start with the basics and then slowly move to more elaborate recipes.

Vegetable milks I always liked (except from soy milk), but homemade is not always the best way to go as far as my current experience can tell. Many are the recipes I tried over the years, and one of the most common procedures is the boiling of cereals. I may be picky and fussy, but I’ve never liked these recipes. Boiling pulls the starch out of the grains, resulting in a viscous liquid that has never satisfied my tastebuds. The making of rice milk has been dropped long ago, although I now plan to try and experiment a little more, while with oat milk I was able to find a good compromise by putting the oats to soak in cold water. The result is just perfect, especially if you blend the oats very finely and then filter the liquid with a gauze. A slightly thick milk, tasty and fresh. But I wanted to give this milk a little natural sweetness and at first thought of adding malt. A bit too obvious, isn’t it? So after a lot of thinking I thought that licorice might be a good solution, being a naturally sweet root (those who follow me from the previous blog know how much I love licorice). What a lovely discovery, the resulting oat milk is sweet and fresh as I wished!

Before moving on to the recipe a few informations about licorice. A perennial herb native of Southwest Asia and the Mediterranean area, licorice is used in herbal medicine for its refreshing, aromatic, soothing, anti-microbial, anti-inflammatory and antiviral proprieties. It is also used in treatments of the digestive system. Beware though, this root has also drawbacks such as hyperacidity, hypertension, oedema, potassium loss, diarrhoea and reduced absorption of medicines. In addition, its use is not recommended during pregnancy and lactation and in people who suffer from cirrhosis of the liver and kidney failure.

Liquorice Oat Milk

2 cups oatmeal
5 cups water
15 g licorice root cut in half and chopped
1/4 teaspoon sea salt

Boil water along with the chopped licorice root for about 30′.
Let cool the infusion leaving licorice root to soak.
When the liquid is cold strain it into a large bowl, where you have already put the oats.
Let stand an hour, then blend until the oats will be very fine.
Depending on your taste, strain the liquid (for example, I use a gauze placed in a sieve to obtain a very smooth milk, with no particles of bran) add the salt and shake.
The oat milk will keep 3 days in the fridge.
Keep the okara, or oat pulp, that you filtered out.
You can mix it in your breakfast cereals, or put it in cotton bag to be put to soak in the bath (oats make the skin soft as silk), or use it in a recipe for biscuits or cereal and dried fruit bars.
One of the next recipes will illustrate one of the many uses of okara, so stay tuned!

latte avena liquirizia 2

Nuova vita con una dolce bevanda: Latte d’avena alla liquirizia

Finalmente approdo qui, nella mia nuova (seconda) casa. Fa strano, anche se non ci sono né scatoloni da spacchettare né la disposizione dei mobili da decidere. Ho deciso di fare tutto diverso, dall’impostazione delle foto che come vedete son belle chiare e si differenziano non poco dal marmo nero oramai diventato il mio trademark del blog originario. Anno nuovo, vita nuova (si ho fatto dei buoni propositi e per ora reggono non male), blog nuovo. Tante, troppe emozioni! Oramai è più di un mese che ho intrapreso la via macrobiotica, non senza crisi, dubbi, mal di testa (in tutti i sensi…dopotutto una disintossicazione totale porta anche momenti di down sia fisici che mentali) ma soprattutto voglie. Voglie di tutto ciò che è vietato, specialmente il pane, il mio amato pane! Fortunatamente ci sono alcuni margini di libertà, seppur occasionali e limitati, ma sempre meglio di nulla. Divieto tassativo invece sullo zucchero in tutte le sue forme. Non mi rimane che aguzzare l’ingegno e cimentarmi in prove e prove di sostituti vari, cosa che pian piano sto facendo. Ed è proprio così che è nata questa semplice, semplicissima ricetta. Come dire, partiamo dalle basi e poi pian piano costruiamo un discorso.

I latti vegetali mi piacciono da sempre (tranne quello di soia, che proprio non riesco a mandare giù), ma tra comprarli e farli in casa spesso c’è un abisso. In molte ricette provate nel corso degli anni i vari cereali utilizzati per queste bevande venivano bolliti. Sarà che son esigente e pignola, ma queste ricette non mi son mai piaciute. La bollitura infatti tira fuori l’amido dei cereali risultando in un liquido vagamente vischioso che non mi ha mai lasciata soddisfatta. Il latte di riso l’ho accantonato da un po’, anche se mi riprometto di provare nuovamente nelle mie macro-sperimentazioni, mentre per il latte di avena son riuscita a trovare un ottimo compromesso mettendo l’avena ammollo in acqua fredda. Il risultato è semplicemente perfetto, soprattutto se si frulla molto finemente l’avena per poi filtrarla con una garza. Un latte leggermente denso, gustosissimo e fresco. Volevo dare a questo latte un po’ di dolcezza naturale e sulle prime ho pensato al malto. Un po’ troppo scontato per i miei gusti…dopo vari scervellamenti ho pensato che la liquirizia potesse essere una buona soluzione, essendo una radice naturalmente dolce (e chi mi segue dal precedente blog sa quanto amo la liquirizia). E ci ho visto bene, il latte d’avena risultante è dolce e freschissimo.

Prima di passare alla ricetta vi lascio qualche informazione sulla liquirizia. Pianta erbacea perenne originaria dell’Asia sud-occidentale e della macchia mediterranea, la liquirizia viene usata in fitoterapia per le sue proprietà dissetanti, aromatiche, addolcenti, antimicrobiche, antinfiammatorie e antivirali. Inoltre viene utilizzata nei trattamenti che riguardano l’apparato digerente. Attenzione però, questa radice presenta anche delle controindicazioni quali: iperacidità, ipertensione, edemi, perdita di potassio, diarrea e riduzione dell’assorbimento di farmaci. Inoltre il suo impiego è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento e in soggetti che soffrono di cirrosi epatica e insufficienza renale.

Latte d’avena alla liquirizia

2 tazze fiocchi di avena integrale fini
5 tazze di acqua
15 g radice di liquirizia tagliata a metà e spezzettata
1/4 cucchiaino di sale marino integrale

Fate bollire l’acqua con la radice di liquirizia per circa 30′.
Lasciate raffreddare l’infuso lasciando la radice di liquirizia ammollo.
Quando il liquido sarà freddo filtratelo in una ciotola capiente dove avrete già messo l’avena.
Lasciate riposare un’ora, in seguito con un frullatore oppure un minipimer frullate il composto finché l’avena sarà tritata finissima.
A seconda dei vostri gusti filtrate il liquido (io per esempio uso una garza riposta in un colino per ottenere un latte molto liscio, senza particelle di crusca), aggiungete il sale e scuotete per bene la bottiglia.
Il latte si può conservare per 3 giorni in frigorifero.
Tenete l’okara, ovvero la la poltiglia di avena che risulterà dal filtraggio.
Potete mischiarlo con i cereali della vostra prima colazione, metterlo in un sacchettino di cotone da mettere ammollo nel bagno (l’avena rende la pelle morbida come la seta) oppure impiegarlo in una ricetta di biscotti oppure barrette ai cereali e frutta secca.
Una delle prossime ricette vedrà proprio l’impiego dell’okara, perciò rimanete sintonizzati!

16 pensieri su “New beginning with a sweet drink: Liquorice Oat Milk / Nuova vita con una dolce bevanda: Latte d’avena alla liquirizia

  1. Intanto complimenti! Uno per il blog, che già mi piace, e due per il fatto che portarne avanti due in parallelo non è cosa da tutti ( per me già uno basta e avanza! ).
    Ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto, questo nuovo inizo e la tua nuova dieta! Ti sono vicina e ti capisco bene!
    In alto i calici (salutari e buoni ) e un brindisi a te! 🙂

    "Mi piace"

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